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Qual è la fascia portabebé migliore per una mamma imbranata?

Qual è la fascia portabebé migliore per una mamma imbranata?

É una domanda che moltissime mamme, soprattutto alle prime armi, ci fanno.

Sono le mamme che a legare la fascia sudano come se stessero facendo una maratona, quelle le cui mani tremano, o il bambino inizia a piangere come un forsennato non appena viene "legato".

Sono quelle che ricercano come forsennate tutorial, foto, pdf scaricabili online e spesso si imbattono in video di esperte per cui legare una fascia equivale a indossare un vestito, a mamme che portano da tantissimo tempo e postano le foto di loro con trucco e parrucco perfetti, bimbi sorridenti e fasce legate così perfette che fanno un baffo in bellezza e perfezione al David di Michelangelo

Sono le mamme che tutte (o quasi) siamo state all'inizio del nostro percorso di babywearing.

Sei tra queste mamme? Prima di parlare di fasce, ti chiedo una cosa.


Ti ricordi quanto è stato difficile imparare ad allacciarsi le scarpe da sole, a mettersi i calzini autonomamente, o a farsi la prima coda di cavallo senza l'aiuto di un adulto? Solitamente, le prime volte, dopo averci messo tutto l'impegno del mondo e averci impiegato per lo meno 10 minuti, il risultato finale era tutto sbilenco. Ma pian pianino, con la pratica e un po' di aiuto è diventato facile e veloce, tanto che ora lo fai a occhi chiusi.

Con la fascia portabebé è la stessa cosa. Ci vuole pratica, pazienza, calma e fiducia in se stesse.

Certo, scegliere la fascia giusta sicuramente aiuta, perché prova a pensare se da piccola avessi dovuto imparare a fare i lacci su uno scarponcino invece che sulla classica sneaker di tela...bè, probabilmente avresti gettato la spugna e indosseresti ancora oggi scarpe da ginnastica che si chiudono con il velcro.

Quindi, iniziamo innanzitutto dalla scelta della fascia.

Se il bambino è un neonato (sotto i 3 mesi o i 6-7 kg), sicuramente la fascia elastica è l'opzione migliore. É più facile da legare, non necessita di essere tirata, raggruppata, e tirata ancora. L'elastica perdona maggiormente eventuali errori di legatura e non serve slegarla ogni volta che devi allattare o cambiare il piccolo, aggiungendo stress allo stress. La fascia elastica ti permette di acquisire un po' di manualità e fiducia in te stessa.

Ma se per un qualsiasi motivo vuoi/devi iniziare a portare con una fascia rigida tessuta, allora è importante sceglierne una adatta per inesperte (e sottolineo INESPERTE, non imbranate o impedite). Meglio una fascia con grammatura media (240-250 g/m2), non troppo spessa e difficile da maneggiare, possibilmente 100% cotone o in un blend "morbido" come cotone-repreve, cotone-lana, cotone-tencel, ecc.. É preferibile evitare fasce misto lino o canapa in quanto queste fibre rendono i tessuti un po' più “duri” e richiedono un maggiore lavoro di domatura.

Bene, scelta la fascia si parte.

Se hai la possibilità, il primo step è chiedere aiuto a una consulente. Non perché da sola tu non ce la possa fare, ma se hai qualcuno che riesce a capire i passaggi che per te sono più problematici e ti aiuta a superarli e ad acquisire maggiore sicurezza in te stessa, è tutto molto più facile e veloce. Ma se questa possibilità non ce l'hai, non disperare.

Hai già guardato i vari tutorial online? Ti sei già fatta un'idea?

Adesso respira.

La calma è tutto. Ricordati che il tuo bambino, anche se ora non è più nella pancia, è ancora legato indissolubilmente a te. Quando ti agiti tu, lui lo avverte e si agita anche lui.

Respira.

Scegli un momento in cui sia tu che il tuo piccolo siete tranquilli. Quando lui ha la pancia piena, il pannolino pulito, non ha le coliche e tu  sei un po' meno stanca del solito.
Inizia piano, magari davanti a uno specchio. Nessuno ti cronometra e si aspetta che tu sia lo Speedy Gonzales del babywearing. E se hai guardato i tutorial su YouTube e hai visto tutte quelle mamme velocissime nel legare, bè sappi che molto spesso o sono professioniste (consulenti che insegnano legature ogni giorno) e/o i video vengono accelerati.

Respira e ragiona.

Può un pezzo di stoffa fare davvero male al tuo piccolo? Hai davvero paura che possa cadere?
Prova piano, magari mettendoti accanto al letto o al divano, tanto per stare più tranquilla tu.

Hai fatto? Com'è venuta la legatura? Probabilmente sarà un po' storta, ma per oggi va bene così. Riproverai più tardi o domani. Alla fine ce la farai e tra non molto posterai anche tu le tue foto sorridenti, senza una goccia di sudore sulla fronte (se non per il caldo), con trucco, parrucco e legature da primo premio.

Non mi credi? Ti senti ancora impedita?

Ascolta il tuo cuore. Ascolta te stessa.

Sei una mamma. Sapevi come far venire alla luce un bambino, pensavi di non farcela? Eppure eccolo qui, nelle tue braccia. Quanto ci hai impiegato a cambiare il primo pannolino? Probabilmente un bel po', mentre ora a distanza di pochissimo tempo, lo riesci a fare anche di notte e senza accendere la luce. E a fargli indossare le prime tutine? I primi giorni sudavi, le mani tremavano e avevi paura di fargli male? E ora quante tutine al giorno gli cambi senza battere ciglio?

Guarda negli occhi il tuo piccolo.

Lui ha fiducia in te. Sa che sei la sua mamma e che la sua mamma può tutto. Anche legare un lungo lunghissimo pezzo di tessuto attorno a voi, per poter stare come nella pancia, pelle contro pelle e sentire i battiti del tuo cuore.

















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